CRONACA DI UNA GIORNATA DI FESTA “tra venere e… cascine”

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Domenica ventisei marzo duemiladiciassette, l’ottava edizione della marcia podistica “tra venere e… cascine” si è rivelata un altra giornata di festa!

 

Si può dire che come da tradizione la pioggia ha dato il suo contributo durante le ore che precedevano l’evento, addirittura con un bel temporale alle ore venti del sabato. A quell’ora tutti i percorsi sono ormai segnati, c’è buio, e io, Stefano, Valter, Sergio, Luigi e Attilio siamo ormai nelle nostre case che sistemiamo gli orologi. Stanotte c’è il cambio dell’ora e l’appuntamento, per le persone che si devono posizionare sulla strada, o nei vari ristori, è fissato a cascina Santa Croce, sede del museo del lavoro povero e della civiltà contadina, alle cinque e mezza. Sei e mezza solo per chi si dovrà mettere alle iscrizioni. I ritardatari comunque ci sono sempre. Alle cinque apro i cancelli. A quell’ora ancora qualche goccia d’acqua cade dal cielo, ma so che tra poco smetterà. Sotto il portico dello stallone si prepara per il ristoro finale. Teresa comanda tutti a bacchetta. I tavoli sono posizionati dalla sera precedente. Sistemiamo la macchina per la raspadüra con mezza forma di grana. Gli agnelli pasquali che con i formaggi saranno riconoscimento garantito ai primi quattrocentocinquanta iscritti a quota piena. Vengono posizionati i premi per i gruppi più numerosi e la cassa con il microfono per lo speaker.

Si caricano le automobili con gli scatoloni con arance, limoni, fette biscottate, zucchero, marmellata e nutella, vassoi e bicchieri. Mancano solo le botticelle con il thè caldo e poi si parte per il ristoro destinato. Alle sei e quaranta il primo podista del gruppo di Tavazzano. Poco dopo anche la ambulanza della Croce Rossa di Ospedaletto Lodigiano. Finalmente si aprono le iscrizioni. Sono le sette. Non c’è molta fila, ma piano piano vedo che davanti al gazebo sotto il portico dello stallino c’è la presenza costante di persone sempre diverse e alle otto e un quarto Paola, che non vuole che vada a chiedere quanti sono gli iscritti, mi comunica che i cartellini con riconoscimento sono stati tutti venduti. E vaiiiii.

Quando le iscrizioni chiudono, il totale è di seicentotrenta partecipanti.

Le persone che sono sui percorsi cominciano ad arrivare al museo luogo di partenza e arrivo della nostra marcia podistica. Otto, quattordici e ventitrè sono i chilometri dei percorsi predisposti, ma ci sono anche i tre per genitori con bambini molto piccoli.

Ventitrè chili di raspadüra vengono divorati nel giro di poche ore. Il gruppo podistico casalese, come ogni anno, si posiziona al primo posto della classifica come gruppo più numeroso con settantasette presenze e il gruppo locale livraghino, quindi fuori classifica, Amici di Otto è presente con cinquantatrè iscritti. In questa edizione è stata premiata anche la presenza di bambini di prima e seconda elementare, accompagnati da tre insegnanti, con un cesto contenente materiale scolastico. L’atleta più giovane ha ricevuto una coppa. Un gruppo di persone sedute si riscaldano al sole. Rientrano al museo le persone che si trovavano agli incroci e ai ristori, rientra anche Attilio che posizionato ad un incrocio si è inventato un ristoro volante servendo salame e vino offerto dai propietari di una cascina.

La manifestazione viene chiusa alle dodici e trenta con l’arrivo delle ultime persone un uomo, tre donne e un cane. Siamo rimasti in dieci, qualche fetta di salame, un bicchiere di vino e qualche battuta, facciamo un pò di pulizia e alle quattordici chiudo il cancello del museo dopo aver staccato lo striscione del Gruppo Marciatori Brembio.

Ringrazio di cuore tutte le persone del GMB, al quale sono iscritto, che in modi diversi mi sostengono in questa iniziativa che organizzo al mio paese, Livraga, con l’aiuto di circa cinquanta livraghini, non tutti marciatori, (solo sei lo sono) e che da otto anni si mettono a disposizione per rendere sicuro e piacevole questo evento.

Anche a costoro un grazie di cuore. Un altro caloroso grazie anche alla mia amica Pinuccia che tutti gli anni raccoglie le adesioni per il gruppo “amici di Otto”. Otto è un simpatico cane jack russel terrier.

 

Vi aspetto tutti quanti l’anno prossimo per la nona edizione di “Tra Venere e…cascine” Sicuramente un altro giorno di festa.

Agostino

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